La Puglia come discarica dei rifiuti della Campania. Lo rivela l'”Operazione Erebus”, nome in codice delle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dei carabinieri del Noe, che hanno documentato in due anni e mezzo di attività 64 siti e 126 episodi di sversamento illecito organizzati dai “cerignolani” e dalle organizzazioni criminali salernitane, un asse del crimine ambientale. Circa 3500 le tonnellate di rifiuti smaltiti illegalmente, spesso bruciati, per lo più nelle province di Foggia e di Barletta-Andria-Trani, tra cui le campagne del Tavoliere, il Parco nazionale dell’Alta Murgia, terreni agricoli di privati cittadini, cave, capannoni industriali dismessi.
Nella mattina di mercoledì 27 maggio i carabinieri hanno eseguito 19 misure cautelari (6 arresti domiciliari, 7 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e 6 interdizioni per un anno dall’esercizio dell’attività imprenditoriale), tra le province di Foggia, Salerno, Napoli, Benevento, Roma e Latina. Gli indagati sono 30 in tutto, 16 le aziende del settore finite sotto inchiesta, 132 i capi di imputazione.
Gli sversamenti illeciti sono avvenuti quasi tutti in Puglia: a Bari, Minervino Murge, Margherita di Savoia, Candela, Ostuni, Trinitapoli, Foggia, Molfetta, Castelluccio dei Sauri, Ascoli Satriano, Cerignola, Lucera, Barletta, Manfredonia, Carapelle, Andria, Ordona, Ortanova e Stornarella (Molfetta, Ascoli Satriano e Foggia i luoghi più colpiti). Ma anche fuori regione, a Roma, Ferentino, Ripi, Cassino, Anagni, San Martino Valle Caudina, Casamarciano.












