La riforma dei microalloggi lascia i più poveri nell’incertezza

Hong Kong, 28 mag. (askanews) – A Hong Kong c’è chi vive in tre metri quadrati. Un letto, pochi oggetti, niente bagno privato, niente cucina. Per preparare noodles o una zuppa basta un cuociriso appoggiato accanto al letto.

Sono i cosiddetti microalloggi: stanze e box ricavati dividendo vecchi appartamenti in spazi minimi. Da marzo una nuova legge punta a eliminarli progressivamente, imponendo standard più dignitosi: almeno otto metri quadrati, una finestra apribile, lavandino e bagno privato.

Ma per molti residenti il primo effetto della riforma è la paura dello sfratto. A Hong Kong oltre 220mila persone vivono ancora in alloggi di questo tipo. Alcuni proprietari hanno già mandato avvisi di sgombero.

Lisa Lau vive in una stanza di tre metri quadrati. Guarda serie cinesi seduta sul letto, cucina nella stessa stanza e cerca di non pensare all’avviso di sfratto ricevuto mesi fa.