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A Hong Kong è stata approvata una legge per migliorare le condizioni dei cosiddetti “appartamenti suddivisi”, ossia quelli che vengono divisi in più spazi al loro interno per ottenere più abitazioni, che poi vengono messe in affitto. Per quanto quasi tutte le grandi città abbiano questo tipo di problema, a Hong Kong – una delle città con la maggiore densità abitativa al mondo – questo fenomeno ha raggiunto livelli estremi: non è raro che gli appartamenti abbiano un water vicino alla cucina, senza una porta che divida i due ambienti e senza lavandini nel bagno.

La nuova norma impone che ogni singola abitazione sia grande almeno 8 metri quadrati e alta almeno 2,3 metri. Per avere un paragone, la grandezza media di un parcheggio per l’auto in città è di 10 metri quadrati. Inoltre ogni abitazione dovrà avere almeno una finestra apribile, un proprio rilevatore antincendio e l’area del water dovrà essere un ambiente chiuso, cioè separato con una porta dal resto degli ambienti.

La legge è parte di un piano più ampio con il quale il governo della città punta a eliminare gli appartamenti suddivisi entro il 2049. Non riguarda però i cosiddetti “spazi letto”, che sono un tipo di alloggio ancora più problematico diffuso a Hong Kong, in cui gli appartamenti vengono suddivisi in singoli spazi talmente piccoli da ospitare solamente un letto singolo (sono noti anche come “case-bara”). Questa forma di alloggio è regolamentata da un’altra legge.