Viareggio, 8 novembre 2025 – I fari del Mercedes bianco che fendono la notte di via Coppino, la sterzata verso il marciapiede e il cofano puntato, come un’arma, verso un uomo che a piedi camminava sotto la pioggia. Con uno zaino sulle spalle e una borsa tra le mani. E contro il quale il Suv infierirà, urtandolo quattro volte, fino a lasciarlo a terra. Abbandonato su una strada senza ritorno, per quella maledetta borsetta.

Il processo all’imprenditrice balneare Cinzia Dal Pino per l’omicidio di Nourdine Mezgui

Si è aperta così, con la proiezione del filmato che in due minuti racconta gli ultimi istanti di vita di Nourdine Mezgui, l’udienza del processo a carico di Cinzia Dal Pino, l’imprenditrice balneare viareggina accusata di omicidio volontario aggravato. Per aver ripetutamente investito col Suv e ucciso il 52enne, originario di Casablanca, che la sera, tra l’8 e il 9 settembre 2024, l’aveva borseggiata. Sorprendendo la donna mentre da sola – all’uscita del ristorante “da Miro“, dove aveva cenato con gli amici – aveva raggiunto l’auto. A bordo della quale sarebbe avvenuto il furto della borsa appena posata sul sedile del passeggero, e secondo il racconto fornito dall’imputata sotto la minaccia, verbale, di un coltello. Mai rinvenuto tra le poche cose di Nourdine, qualche spicciolo e un pacchetto di sigarette, come ha confermato il medico del 118 che intervenne per soccorrere l’uomo. Borsa che Dal Pino si è poi ripresa, ad ogni costo: seguendo Nourdine con l’auto, investendolo e poi lasciandolo in strada. Senza chiamare i soccorsi.