L'evoluzione dell'AI è più veloce di quella che sembra: i cambiamenti arrivano rapidi, inaspettati ed è sempre più difficile restare sul pezzo. Soprattutto se si parla di truffe online. L'ultima (che ultima non è) riguarda Milena Gabanelli, o meglio riguarda un'evoluzione della vecchia truffa. Sul social X negli ultimi giorni girano immagini di Gabanelli aggredita in diretta televisiva. Bruno Vespa prova a intervenire. In studio scoppia il caos. Sembra una scena improbabile, ed effettivamente lo è.Le immagini mostrano una presunta puntata di Porta a porta (o in altri casi del TG1) degenerata in un acceso confronto tra la giornalista e alcuni rappresentanti del mondo bancario. In alcune versioni compaiono perfino momenti di tensione fisica, urla e scene costruite per sembrare estratte da una trasmissione realmente andata in onda. Chiaramente, nulla di tutto questo è mai accaduto.Si tratta dell'ultima evoluzione di una lunga serie di truffe online che utilizzano il volto di Milena Gabanelli per promuovere piattaforme di investimento fraudolente. Ma osservando con attenzione questi nuovi contenuti emerge qualcosa di interessante: nel giro di pochi mesi i truffatori non si sono limitati a migliorare la qualità dei deepfake, ma hanno cambiato completamente il modo di raccontare le loro storie.Perché il volto di Gabanelli come escaDa tempo la giornalista è uno dei personaggi pubblici più utilizzati nelle campagne di truffa che circolano sui social. Lo schema è semplice e ripetuto nel tempo. L'utente vede una pubblicità che contiene il volto di una figura percepita come autorevole e indipendente. Cliccando viene reindirizzato verso un sito che imita la grafica di un quotidiano nazionale, soprattutto La Repubblica. A condividerli diversi profili X, il social più anarchico dal punto di vista delle regole, che scompaio e ricompaiono con altri nomi in pochi giorni.Nell'articolo si racconta della rissa degenerata a causa di una rivelazione “scomoda” fatta da Gabanelli durante la puntata mai andata in onda: l'articolo fake sostiene che la giornalista avrebbe scoperto un metodo rivoluzionario per guadagnare denaro, una piattaforma segreta di investimento oppure un sistema capace di generare profitti automatici grazie all'intelligenza artificiale. L'obiettivo finale è sempre lo stesso: convincere la vittima a registrarsi e versare una prima somma, che spesso si aggira intorno ai 250 euro.Lo scorso aprile è stata la stessa Gabanelli a denunciare il fenomeno sulle pagine del Corriere della Sera. Nel suo format Dataroom raccontava come il suo volto fosse stato utilizzato insieme a quelli di Enrico Mentana, Sigfrido Ranucci, Mario Draghi e altri personaggi pubblici all'interno di una rete internazionale di campagne fraudolente. Le immagini, i loghi delle testate e perfino le dichiarazioni attribuite ai protagonisti erano completamente inventati. Già allora il fenomeno mostrava un elevato livello di sofisticazione. Ma quello che sta accadendo oggi sembra rappresentare un ulteriore passaggio evolutivo.Dalla falsa intervista al falso eventoLe campagne descritte da Gabanelli un mese fa si basavano soprattutto sulla contraffazione di articoli e interviste. L'utente veniva convinto che un giornale autorevole avesse pubblicato una determinata notizia oppure che un personaggio noto avesse realmente pronunciato certe parole.Nei contenuti che stanno circolando oggi, invece, la logica è diversa. Oltre alla notizia, infatti, viene simulato un evento sensazionalistico: la presunta aggressione in studio ne è un esempio perfetto. I truffatori non si limitano a mostrare una falsa dichiarazione attribuita a Gabanelli: costruiscono una scena più da reality che da talk show, con personaggi noti, un contesto televisivo conosciuto dal pubblico. E qui entra in gioco il conflitto: quindi tensione, emozione e perfino violenza.La struttura narrativa ricorda quella dei contenuti virali che popolano quotidianamente i social network: una situazione estrema, una promessa di rivelazioni scioccanti e un finale che spinge l'utente a cliccare per sapere come va a finire.Perché la violenza funzionaL'introduzione di elementi sensazionalistici non è casuale. Le piattaforme social premiano da anni i contenuti capaci di generare reazioni immediate. Rabbia, indignazione, sorpresa e curiosità sono tra le emozioni che più facilmente spingono gli utenti a interrompere lo scrolling. Non a caso diversi creator hanno fato del rage bating, ovvero dell'arte di creare contenuti in grado di far scatenare rabbia negli utenti, la propria fortuna. La novità, in questo caso, è che una falsa intervista può apparire noiosa. Una presunta rissa televisiva no: ancor di più se protagonista è una delle persone più lontane da quel tipo di comportamento.Per questo motivo la nuova generazione di truffe sembra adottare sempre più spesso i linguaggi tipici dell'intrattenimento virale. Il deepfake qui va oltre la costruzione di una storia, ma punta spettacolarizzarla tanto da catturare l'attenzione in pochi secondi.La nascita delle fake scenePer anni si è parlato del rischio delle fake news generate dall'intelligenza artificiale. Oggi però assistiamo a qualcosa di diverso: il passaggio da fake news a fake scene. Un fenomeno dalla differenza sottile, ma fondamentale. Le prime cercano di convincere il pubblico che un fatto sia avvenuto, la seconda invce cerca invece di mostrare quel fatto come se fosse già accaduto davanti ai nostri occhi. È un passaggio che avvicina le truffe alle logiche del cinema, della televisione e dei social media.La falsa aggressione a Milena Gabanelli probabilmente verrà dimenticata nel giro di qualche settimana. Come molte altre campagne simili sarà sostituita da nuove versioni, nuovi personaggi e nuove piattaforme da promuovere. Nel giro di pochi mesi siamo passati dalle finte pagine di giornale alle finte trasmissioni televisive. E poi dalle false interviste alle false risse. E infine dalle dichiarazioni inventate agli eventi inventati. Il futuro delle truffe online potrebbe non assomigliare più a una notizia falsa, ma a qualcosa che crediamo di aver visto accadere davvero senza essercene accorti.
Le truffe online che sfruttano il volto della giornalista Milena Gabanelli non sono finite, sono ancora più sensazionalistiche
Dopo i casi denunciati dalla stessa giornalista, la macchina dell'AI non si è fermata. Ora girano su X le immagini fake di una rissa che la vede protagonista di una rissa negli studi di “Porta a porta”










