La presentazione della Ferrari Luce è stata commentata da tutti, e tanti sono stati i commenti negativi. Tra i pù sprezzanti ha fatto rumore quello di Luca Cordero di Montezemolo: “Si rischia la distruzione di un mito", ha detto l’ex presidente di Maranello. "Spero che almeno si tolga il Cavallino da quella macchina”.

La provocazione ha ora ricevuto una risposta chiara e netta dall’amministratore delegato Benedetto Vigna che, a margine del convegno inaugurale del Motor Valley Fest a Modena, ha escluso la possibilità di soddisfare la richiesta di Montezemolo: “Nella vita sono abituato a fare ciò che dico io, non ciò che mi dicono gli altri”.

“In realtà penso poco alle critiche, mi piace lavorare sul futuro”, ha aggiunto Vigna, rivendicando “un approccio scientifico” nella progettazione della nuova vettura. “Andiamo avanti per la nostra strada, anche perché abbiamo feedback più che positivi dai clienti. I detrattori? Li capisco, perché non l’hanno vista: se uno non vede la macchina non è in grado di capire”. E poi c’è anche la risposta dei clienti: “Abbiamo aperto gli ordini ieri mattina e diversi clienti, soprattutto nuovi, li hanno già piazzati. La vogliono subito”.

Anche durante il convegno, Vigna non ha mancato di replicare alle tante critiche negative delle ultime ore. Il moderatore, il giornalista Sebastiano Barisoni, ha chiesto se la Ferrari Luce fosse stata copiata dai cinesi o progettata proprio per evitare imitazioni. Il manager ha risposto che “bisogna vederla, provarla per capire che non è copiata dai cinesi, che non ha nulla a che fare con le elettriche di altri player. Non ci azzecca proprio nulla”.