“I cittadini avevano chiesto mesi fa un presidio h24 nella zona della stazione, ma dal Comune è arrivata una risposta blanda e senza prospettiva”. A Fanpage.it il racconto di una residente del quartiere Certosa-Musocco dopo l’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera.

La stazione ferroviaria Milano Certosa (foto da LaPresse)

"Come ogni altra stazione periferica, anche in quella di Certosa transitano tante persone ogni giorno e alcune di loro rimangono generando situazioni di disagio e abbandono. Il quartiere si era attivato mesi fa con una petizione per chiedere un presidio costante, ma la risposta del Comune è stata estremamente blanda. In pratica un elenco-spot di attività fatte in passato, senza alcuna proposta per il futuro, c'è stata negligenza". A parlare a Fanpage.it è una residente della zona periferica nord-ovest di Milano, tra i quartieri di Quarto Oggiaro e Musocco, all'indomani della morte di Gianluca Ibarra Silvera. Il 22enne era stato accerchiato e ucciso a coltellate da almeno una decina di giovani nella notte tra martedì e mercoledì 27 maggio proprio sulla banchina della stazione Certosa. "Non ho notato gruppi organizzati o realtà criminali strutturate", ha raccontato ancora la residente, "piuttosto degrado e abbandono".