L’estetica, la tecnologia e l’immagine di una Rossa mai così divisiva. Sabato l’esposizione al grande pubblico romanoL’estetica, la tecnologia e l’immagine di una Rossa mai così divisiva. Sabato l’esposizione al grande pubblico romanoL’ha vista il presidente Mattarella al Quirinale e persino il Papa. In questo caso senza commenti ma la nuova Ferrari Luce, la prima elettrica di Maranello di commenti ne sta ricevendo a migliaia e sta drasticamente dividendo appassionati e non. Montezemolo, ex presidente Ferrari è stato quasi lapidario: “Si rischia la distruzione di un mito. Spero che si tolga il Cavallino almeno da quella macchina”, tanto per citare uno dei giudizi più autorevoli. Sulla rete il tenore non è da meno con le stroncature che superano di gran lunga i commenti positivi. Sabato, sarà il grande pubblico, invece, a poterla vedere sempre a Roma nella stessa sede dove all’inizio della settimana è stata presentata alla stampa, la Vela di Calatrava. Un tributo speciale alla capitale e allo storico legame tra la città e il Cavallino Rampante, iniziato il 25 maggio 1947 sul circuito delle Terme di Caracalla con la prima vittoria del pilota Franco Cortese sulla Ferrari 125S.Il colpo d'occhio negativoNell’attesa, proviamo a fare alcune considerazioni sulla Ferrari Luce. La prima riguarda l’estetica. Il colpo d’occhio, la cosiddetta “prima impressione reale” (anche se solo fotografica), quello sguardo iniziale che fornisce sempre un importante strumento di valutazione dello stile e dell’impatto visivo di una vettura, è stato negativa. Una dissociazione di quanto fin qui immaginato davanti ad una Ferrari. Nessun desiderio di possederla, nessun piacere estetico. Nessuna voglia. No, nulla di tutto questo. Solo un innaturale rigetto o per dirla più elegantemente “una forte perplessità”.La tecnologia straordinariaPassa così in secondo piano il fatto di avere davanti agli occhi la prima Ferrari elettrica perché quella "non sembra una Ferrari". Non lo sembra fuori e nemmeno dentro anche se questo non significa che possa essere un oggetto ugualmente dirompente e “fuori dagli schemi”. Passa in secondo piano anche la tecnologia, questa volta sì straordinaria, come avviene sempre per una nuova Ferrari. Non interessano più le prestazioni, la velocità, l'autonomia e la ricarica e tutti i brevetti messi uno dietro l'altro, se nella testa non abbiamo più l’idea di avere davanti una vera Ferrari.Accuse e difese del modelloTutto passa in secondo piano. Le parole di chi difende d’ufficio la Luce e di chi la distrugge per abitudine. Di chi si leva qualche sassolino dalle scarpe e di chi vuole farsi accreditare come nuovo fan dell’elettrificazione d’autore. Una montagna di parole anche divertenti (“questa almeno i cinesi non la copieranno”, sempre Montezemolo) che seppelliscono la Ferrari elettrica e soprattutto spengono la Luce ancora prima si accenda.Conclusione? Soltanto una, irriverente ma ovvia. L’automobile è straordinaria, innovativa, rompe gli schemi del design dentro e fuori, oggetto elegante, essenziale, pulito e formidabile. Bastava chiamarla Apple Car. Allora sì che tutti l’avrebbero guardata con altri occhi. E forse osannata.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Luce, la prima elettrica di Maranello: più Apple car che Ferrari
L’estetica, la tecnologia e l’immagine di una Rossa mai così divisiva. Sabato l’esposizione al grande pubblico romano










