Una informativa lunga centinaia di pagine, telecamere e registrazioni per inchiodare il "sistema Picone" utile a trarre vantaggio economico per la società Impianti Srr e nello stesso tempo si evitava il tracciamento della spazzatura. C'è tutto questo nell'ambito dell'indagine condotta da carabinieri del Reparto Territoriale di Gela e quelli del Noe che per mesi hanno monitorato a distanza la discarica di Timpazzo, una delle poche pubbliche presenti nel territorio siciliano che ha ottenuto milioni di euro di finanziamenti dalla Regione.
A guidare la Impianti c'è Giovanna Picone, persona di fiducia del presidente della Regione Renato Schifani tanto che lo stesso presidente ha deciso di nominarla commissario allo Ias di Siracusa. E sarebbe stata la Picone, secondo quanto emerge dalle carte dell'indagine, a dare indicazioni specifiche ai dipendenti della Impianti. Uno dei reati che la Dda di Caltanissetta contesta è il traffico illecito di rifiuti, attività svolta per trarne profitto ai danni della salvaguardia ambientale. Dalle indagini emerge che gli addetti alla discarica soprattutto il sabato e la domenica - quando c'era poco personale presente nella struttura - seppellivano illecitamente i rifiuti dentro fosse create appositamente nella collinetta della discarica. Rifiuti quindi che sfuggivano alla pesatura e ad altri passaggi previsti dalla legge. Le telecamere posizionate a Timpazzo hanno registrato diversi di questi episodi che ora vengono contestati agli indagati tra capi cantiere e operai che però avrebbero agito dietro ordine del vertice della Impianti e dei suoi più stretti collaboratori nella gestione della discarica.









