Scatta l’obbligo di indicare la retribuzione all’interno degli annunci di lavoro prima di un colloquio. Lo prevede la direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza salariale che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il prossimo 7 giugno. L’Italia lo ha già fatto, lo scorso 30 aprile.

Scatta l'obbligo di indicare la retribuzione all'interno degli annunci di lavoro. Lo prevede la direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza salariale che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il prossimo 7 giugno. L'Italia l'ha già fatto, lo scorso 30 aprile. Le nuove regole, che hanno l'obiettivo di azzerare il divario salariale e contrastare il gender gay gap, si applicano ai datori di lavoro del settore pubblico e privato e ai lavoratori e lavoratrici che hanno un contratto di lavoro in regola. Tra le novità principali l'obbligo di mostrare, all'interno di qualsiasi offerta di lavoro e prima del colloquio, il livello di retribuzione.

Cosa prevedono le misure sulla trasparenza retribuitiva La direttiva stabilisce che chi si candida per una posizione lavorativa ha il diritto di ottenere informazioni dal potenziale datore di lavoro sulla retribuzione iniziale o sulla relativa fascia prima di effettuare il colloquio. Il candidato potrà, se lo richiede, ottenere dettagli sul contratto collettivo applicato in relazione alla posizione. Inoltre, i lavoratori e le lavoratrici hanno il diritto di richiedere, direttamente o tramite rappresentanti sindacali, informazioni sul livello retributivo individuale e sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori e lavoratrici che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Dall'altra parte i datori di lavoro saranno tenuti a rispettare tali richieste. Inoltre, non potranno chiedere ai candidati informazioni sulla loro retribuzione, attuale o passata, e dovranno assicurare che le procedure di assunzione siano condotte in modo non discriminatorio.