di Roberto De Ponti

Era il 23 novembre 2003, un collega ed io vinciamo l’invito dei Real World Studios per partecipare, assieme ad altri 98 fortunati, a un evento unico. Cronaca di un’esperienza surreale, con tanto di selfie, finita ora in un vinile intitolato "In the Big Room"

Un nuovo disco di Peter Gabriel è sempre un evento. O meglio, una lunga gestazione. Un esempio? Per pubblicare il doppio album In the Big Room, registrazione per collezionisti di un concerto, diciamo così, privato, di anni gliene sono serviti appena ventitré. Nelle note di copertina, essenziali anzichenò, si parla di un «concerto nella sala grande dei Real World Studios», in quel di Bath, non lontano dal Galles, il 23 novembre 2003. Quello che le note non spiegano è come si è arrivati, a quel concerto.Lo avevamo raccontato noi, nel senso del sottoscritto, dell’allora collega allo Sport Alessandro Pasini e di 7, ventitré anni fa.

Un’avventura surreale.«Il padrone di casa è un signore vestito di nero con le scarpe da ginnastica e il pizzetto bianco. Quando compare in salotto (il suo) tiene in mano una tazza di tè, sorride e ci saluta: “Piacere, sono Peter Gabriel”». Così scrivevamo, il 4 dicembre del 2003, per spiegare ai lettori di 7 dove accidenti ci eravamo trovati. Nel cottage del nostro cantante preferito, di fianco ai suoi studi di registrazione dove – con grande parsimonia – il nostro incideva i suoi dischi dai titoli criptici (So, Us, Up, giusto per citarne tre). Lì, con altri 98 fan provenienti da mezzo mondo, dall’Australia come dall’Argentina, dal Giappone come dagli Stati Uniti, dalla Norvegia come dalla Germania. Ma come ci eravamo arrivati lì?Con un clic, anzi due. Un contest, sul sito web del nostro eroe: acquistate on line il cd e il dvd del mio Greatest Hits, spiegava più o meno un sorridente Gabriel, e se siete fortunati tra un mese vi inviterò ad assistere a un concerto a casa mia. Cento posti a disposizione, cinquanta inviti da due, possibilità per il sottoscritto e per il socio di vincere praticamente zero, ma un accordo: compriamo tutti e due disco e video, poi se uno vince si porta l’altro. Patto di sangue, come i ragazzi della via Paal. E, colpo di scena, due settimane dopo, l’email di risposta: congratulazioni, hai vinto – il fortunato, giusto per la cronaca, è stato in realtà Alessandro Pasini, ma questo ai fini del racconto poco importa – e ti aspettiamo a Bath domenica 23 novembre 2003, per una serata di musica.