Le aziende inseguono l'autonomia dei sistemi intelligenti, ma la vera svolta risiede in un modello di "educazione" che ribalta le regole della governance. Intervista a Angelo Tenconi (SAS)
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale all’interno delle strutture enterprise ha superato la fase della mera assistenza documentale per ridefinire l’architettura stessa dei processi core aziendali. L’adozione degli AI agent introduce una capacità operativa inedita, legata alla facoltà di orchestrare autonomamente dati, modelli analitici e strumenti già presenti nelle infrastrutture informatiche. Tuttavia, la progressiva autonomia concessa a questi sistemi solleva interrogativi cruciali in merito alla loro affidabilità, tracciabilità e governance. Come evidenziato nell'analisi di Véronique Van Vlasselaer, AI & Data Science Manager EMEA di SAS, l'integrazione degli agenti intelligenti non può prescindere da una logica di vera e propria genitorialità della piattaforma. Questo approccio impone la definizione di perimetri d'azione chiari, la validazione delle fonti informative e l'adozione del modello Human in the Loop, garantendo che la macchina sia in grado di riconoscere il dubbio e demandare le decisioni critiche all'operatore umano nelle aree di incertezza normativa o operativa.










