La particolarità di questi due strumenti risiede nella collocazione della barriera capitale, posta per entrambi al 25% del valore iniziale dei titoli coinvolti: ciò significa che a scadenza il capitale sarà protetto da eventuali ribassi che potranno arrivare fino al 75%.

A partire da dicembre 2026, l’emittente potrà inoltre beneficiare di un’opzione callable, in virtù della quale potrà richiamare lo strumento a sua totale discrezione in una delle date di valutazione mensili previste.

Questa facoltà potrà ridurre la durata dell’investimento, che all’emissione è stata fissata in quattro anni (scadenza giugno 2030).