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Un buco nei conti che, secondo le stime circolate negli ambienti interni, oscillerebbe tra i 250 e i 300 milioni di euro. È questo il peso della crisi che travolge la Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale fondato da Padre Pio a San Giovanni Rotondo e ora commissariato direttamente dal Vaticano. Una decisione arrivata dopo settimane di tensioni interne, proteste sindacali e accuse pesantissime sulla gestione economica della struttura.

A intervenire è stato Papa Leone XIV, che ha nominato una commissione guidata dallo spagnolo Maximino Caballero Ledo, il manager laico scelto da Papa Francesco per rimettere in ordine i conti della Santa Sede dopo anni di deficit. Il terremoto interno emerge anche da una lettera inviata il 22 maggio da Cgil, Cisl e Fials, nella quale i sindacati denunciano «una forte asimmetria nella distribuzione delle risorse interne, caratterizzata da repentine progressioni di carriera e dall’erogazione di consistenti assegni ad personam, a favore di una platea ristretta di personale, oltre a un ricorso diffuso a consulenze esterne». Nella missiva si chiede inoltre la «totale trasparenza dei bilanci», mai realmente resa pubblica, mentre ai dipendenti sarebbero stati imposti «pesanti sacrifici economici», compresa «la rinuncia a quote rilevanti di produttività». Accuse che arrivano dopo mesi di mobilitazioni, scioperi e perfino iniziative estreme come lo sciopero della fame organizzato dai lavoratori.