Due, e molto diverse tra loro, saranno le Capitali Europee della Cultura 2027: la portoghese Évora e la lettone Liepaja. Il Portogallo vanta già tre Città della Cultura da quando l’iniziativa è stata lanciata 41 anni fa: Lisbona nel 1994, Porto nel 2001 e Guimarães nel 2012 (info nel sito).
Molti appuntamenti ed eventi per il 2027 di Évora non sono stati ancora resi noti, ma una cosa è certa, il tema comune per tutto l’anno, ad Évora come in tutta la regione dell’Alentejo, sarà “Vagar”, verbo che, in lingua portoghese, esprime tre concetti: libertà, lentezza, viaggio. Si prevede la presenza di oltre un milione di visitatori “spalmati” per tutto il 2027, e Évora, come tutto l’Alentejo, si ripropone di offrire loro un modello di turismo ispirato appunto al “Vagar”: rispettoso dell’ambiente, attento alle tradizioni e pronto alle novità, intriso della Cultura che questo territorio vanta da secoli.
Perché Évora (sito Unesco dal 1986) ha pienamente meritato di diventare Capitale della Cultura? La città è una delle più antiche di tutto il Portogallo; testimonianza della presenza romana nella città chiamata da Cesare Liberalitas Julia e citata da Plinio come Ebora Cerealis, è il Tempio Romano, collocato nel punto più alto della città, in Largo do Conde de Vila Flor, accanto alla Cattedrale e al Museo cittadino. Il tempio esastilo (con sei colonne corinzie frontali) fu costruito in Età Augustea e collocato su un basamento rialzato.









