Al via l’anno delle Capitali della Cultura: se la finlandese Oulu e la slovacca Trenčín indossano il titolo per l’Europa, è L’Aquila la Capitale Italiana della Cultura 2026, un ruolo più che meritato, che sa di rinascita.

In Italia, L’Aquila propone la cultura come strumento di ricostruzione sociale e di ridefinizione identitaria dell’intero territorio, un rilancio che passa dalla resilienza e dalla valorizzazione del patrimonio storico. Il titolo arriva con lo slogan “Un territorio, mille capitali”, destinato a fare da filo conduttore a un programma che si articolerà lungo tutto l’anno con oltre 300 appuntamenti. Un ricco calendario pensato per raccontare non solo la città, ma un intero area che ha scelto la cultura come leva di rinascita, dopo un lungo percorso di ricostruzione materiale e sociale.

I borghi della provincia

«Il prestigioso riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2026 non è arrivato per caso», ha sottolineato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. «L’Aquila ha scelto consapevolmente e in maniera lungimirante di investire sulla cultura, sulla ricerca scientifica e sull’innovazione tecnologica per ricostruire il proprio futuro e darsi una prospettiva». Una strategia che oggi trova un riconoscimento nazionale e che si traduce in un progetto culturale diffuso, inclusivo e policentrico.