Nel primo Annual Lecture del Gchq, Anne Keast-Butler descrive una fase di incertezza radicale segnata da competizione tecnologica, minacce ibride russe, pressione cinese e corsa all’intelligenza artificiale. Il messaggio da Bletchley Park
Da Bletchley Park, luogo in cui la crittoanalisi britannica contribuì a cambiare il corso della Seconda guerra mondiale, il Government Communications Headquarters (Gchq), tramite la presentazione della direttrice dell’agenzia Anne Keast-Butler, ha presentato il primo Annual Lecture del servizio, coniugando richiamo alla memoria e valutazione del rischio strategico.
Lo speech
Keast-Butler ha prima ricordato Alastair Denniston, primo direttore del Gchq, che nel 1939 cercò talenti tra le migliori università britanniche per prepararsi alla guerra che sembrava incombere. E così, in effetti, è stato. La portata del messaggio è simbolica, evidente e rilevantissima: farsi trovare preparati, costruire competenze, metterle a servizio e coniugare Stato, industria, accademia. Lo stesso schema che oggi, secondo le parole della dirigente britannica, torna necessario davanti all’interconnessione tra tecnologia, sicurezza nazionale e economica.
Lo speech si sofferma poi su una diagnosi netta. Keast-Butler parla di un’ “era di incertezza radicale”, di geopolitica contestata e di tecnologie in rapido mutamento. Fase in cui il rischio, rappresentato da un errore di calcolo (ergo, di valutazione), è definito ai livelli più alti della sua esperienza trentennale nella sicurezza nazionale.












