28 Maggio 2026 – Lettura: 2 minuti
L’ad della società partecipata dal Tesoro, Sanasi d’Arpe, ha firmato l’ingaggio di una familiare del presidente Giacomoni. Ma con quale procedura è avvenuta la selezione? Sono stati valutati altri profili? E non è l’unica scelta a far discutere.
Il rinvio dell’assemblea Consap al 16 giugno 2026 (era prevista il 25 maggio) apre un interrogativo politico e gestionale non secondario: che cosa sta accadendo nella società totalmente partecipata dal ministero dell’Economia mentre restano sospese le decisioni sulle nomine? Ricordiamo che Consap opera come “braccio operativo” dello Stato per gestire fondi di pubblica utilità, indennizzi e servizi di garanzia a tutela dei cittadini, ed è tra gli attori istituzionali finiti nel mirino per i ritardi nella ricostruzione post-alluvione del 2023 in Emilia-Romagna.
Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo col presidente di Consap Sestino Giacomoni (foto Imagoeconomica).
Secondo quanto viene riferito, lunedì 25 maggio l’amministratore delegato Vincenzo Sanasi d’Arpe ha firmato la lettera di assunzione di Loida Divisi, legata da rapporti familiari con la moglie del presidente Sestino Giacomoni (è la cugina). Lei, forte di questa prospettiva lavorativa, avrebbe poi rassegnato le dimissioni da una società che gestisce attività di archiviazione documentale per Consap e che conserva una parte rilevante della documentazione nelle strutture dell’area di Monterotondo.







