Una rissa a colpi di cinture, lanci di petardi, pietre, estintori. Una violenza cieca non solo verso i rivali ma anche rivolta alle forze dell'ordine, schierate per dividere i gruppi ed evitare il peggio. Sono una ventina i minuti di follia fotografati nell'ordinanza, con cui la gip Alessandra Salvadori ha disposto la scarcerazione e imposto l'obbligo di firma per gli otto tifosi, arrestati dopo gli scontri che hanno preceduto il derby della Mole. Secondo quanto scritto nelle sette pagine, gli ultrà bianconeri si sono ritrovati in piazzale Caio Mario, per poi raggiungere in corteo, percorrendo corso Unione Sovietica, il settore ospiti dello stadio Olimpico Grande Torino. Nel piazzale San Gabriele da Gorizia hanno «intonato cori ed esploso petardi», mentre i rivali granata si avvicinavano da via Filadelfia. Sono stati i primi - da quanto è riportato nell'ordinanza - a cercare i secondi per ben due volte. «Alla vista degli ultras granata - si legge -, gli juventini, molti dei quali subito travisatisi, hanno tentato di avvicinarsi iniziando un fitto lancio di pietre, bottiglie di vetro e artifizi esplodenti contro la forza pubblica schierata per impedire che le due fazioni entrassero in contatto». La violenta rissa tra ultras di Juventus e Toro Il primo assalto non va a segno. E così tentano una seconda volta. «Gli ultras del Torino - scrive la gip - si sono mossi in gruppo da via Filadelfia verso corso Galileo Ferraris e gli ultras bianconeri sono nuovamente avanzati riuscendo, questa volta, a raggiungerli». Ne è nata una «violenta rissa» tra i due gruppi, che si sono «fronteggiati con calci, pugni e brandendo cinture» mentre partiva, in parallelo, «un fittissimo lancio di pietre e altri oggetti all'indirizzo della forza pubblica che stava tentando di disperdere i presenti con i lacrimogeni». Sono in questi attimi di follia che restano feriti sei poliziotti e Marco Leonardo Basoccu, commercialista e tifoso dei Viking 36enne, tutt'ora ricoverato nel reparto di terapia intensiva delle Molinette. Le sue condizioni restano gravi ma, si apprende da fonti ospedaliere, in miglioramento: i medici hanno iniziato ad alleggerire la sedazione, mentre la prognosi resta riservata. Ci sarebbe anche un altro ferito tra i tifosi bianconeri: un giovane che, durante i disordini, avrebbe riportato delle ustioni a un braccio. Le indagini sugli scontri e sul ferimento di Basoccu Sul ferimento di Basoccu le indagini - affidate alla Squadra mobile e alla Digos e coordinate dal pm Paolo Scafi - vanno avanti per cercare di ricostruire cosa è accaduto. Ancora non è chiaro da cosa sia stato colpito alla testa: l'ipotesi su cui lavora la procura è che sia stato ferito da un lacrimogeno, anche se ancora non si esclude il sasso. Sono in corso le analisi dei periti della balistica e del medico legale. Così come sono al vaglio degli investigatori i tanti filmati registrati dai droni e dai sistemi di videosorveglianza attorno allo stadio. «Esprimo il mio ringraziamento alle donne e agli uomini delle forze di polizia» - ha detto alla Camera il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi - «che hanno operato con professionalità, equilibrio e senso dello Stato, evitando conseguenze ancora più gravi e garantendo la sicurezza dei cittadini». E ha concluso: «Evidenzio che in meno di 24 ore gli autori dei reati sono stati assicurati alla giustizia. La mia solidarietà va, inoltre, ai feriti tra le forze dell'ordine».