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«Palazzo di Vetro», più che un luogo uno slogan. Che l’Organizzazione delle Nazioni Unite fosse ormai un’istituzione politica di fatto senza autorità è cosa nota a tutti. Che si fosse trasformata in un organo ideologico con cui strumentalizzare l’opinione pubblica dietro lauto compenso lo si sta scoprendo inchiesta dopo inchiesta. E l’ultima ad opera di «UN Watch» ne è la triste conferma. Ma partiamo dalla fonte. «UN Watch» è un'organizzazione non governativa con sede a Ginevra la cui missione è quella di monitorare le prestazioni delle Nazioni Unite sulla base della propria Carta. È accreditata in stato consultivo speciale presso il Consiglio economico e sociale dell’Onu e associata presso il Dipartimento d'informazione pubblica delle stesse. Il nuovo report, di 104 pagine, si intitola, non a caso «Da cani da guardia a ideologi» e svela, documenti alla mano, come 13 dei 59 relatori speciali del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite abbiano incassato milioni di dollari da Cina, Russia e Qatar prima di relazionare, su documenti e fonti non verificate contro gli Stati Uniti e Israele o, quanto meno, a «difesa» dei regimi.
L’inchiesta inizia con il profilo di Alena Douhan, l'esperta delle Nazioni Unite contro le sanzioni occidentali, ha ricevuto 1,3 milioni di dollari di finanziamenti dalla Cina, dalla Russia e dal Qatar. Le sue visite ufficiali — tra cui quelle a Teheran, Pechino, Damasco, Doha, Caracas e Harare — sarebbero state condotte - secondo l’inchiesta di UN Watch - esclusivamente per sostenere i regimi, non le loro vittime. Ancora, Ben Saul, esperto Onu per la lotta al terrorismo ha ricevuto 150 mila dollari dalla Cina. Un caso forse che dopo tale somma Saul si sia rifiutato di condannare ufficialmente le persecuzione dei musulmani Uyghur da parte di Pechino. Nel marzo scorso poi questo "esperto" Onu è stato condannato negli Stati Uniti per aver lodato la Somalia come «Stato responsabile». Centomila dollari invece quelli incassati dal greco George Katrougalos, ex ministro degli Esteri del governo di Atene e diventato "esperto" Onu su «un ordine internazionale democratico ed equo». Nello stesso anno in cui ha ricevuto centomila euro da Pechino, nel 2025, ha elogiato il libro di Xi Jinping. Nel novembre Katrougalos è andato invece a Teheran dove insieme al vice ministro degli Esteri del regime, Kazem Gharibabadi deplorò i «crimini» israeliani e americani. Ha fatto di più Tlaleng Mofokeng, esperta Onu sulla salute. Per lei «Hamas non è un organizzazione terroristica» ed è «legittimata alla lotta armata». Risulta multata dal Sudafrica per cattiva condotta. I fondi noti a lei riconducibili ammontano a 250 mila dollari.






