L'editoriale

Enrico Cerchione

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Il rapporto di UN Watch getta una luce definitiva su una delle componenti più influenti e meno controllate dell’apparato Onu per i diritti umani. I Relatori Speciali del Consiglio per i Diritti Umani si sono in molti casi trasformati in attivisti politici o in soggetti finanziati da regimi autoritari. Gli episodi venuti alla luce non sono pochi.

Tra gli esempi più eclatanti, Reem Alsalem, responsabile della violenza contro le donne, si è rifiutata di riconoscere il massacro del 7 ottobre e i crimini sessuali di Hamas. Alena Douhan, incaricata delle misure coercitive unilaterali, ha ricevuto 1,3 milioni di dollari da Cina, Russia e Qatar. Ben Saul, sul contrasto al terrorismo, ha incassato 150mila dollari dalla Cina tacendo sulla persecuzione degli uiguri. Tlaleng Mofokeng ha dichiarato che Hamas “non sono terroristi” e ha legittimato la lotta armata. Michael Fakhri ha accusato il Canada di “genocidio” ma ha elogiato il regime di Maduro. George Katrougalos ha ricevuto 100mila dollari dalla Cina nel 2025, promosso il libro di Xi Jinping e incontrato esponenti iraniani per denunciare insieme i “crimini israeliani e americani”. Irene Khan ha ignorato le repressioni in Arabia Saudita, Venezuela e Iran, ma ha dedicato un rapporto intero alla condanna degli Stati occidentali per la gestione delle proteste filo-palestinesi.