“Fino a che avrò respiro combatterò per i miei bimbi”. Catherine Birmingham, mamma della ‘famiglia nel bosco’, in un’intervista al Corriere difende le scelte di vita e quelle sull’istruzione domestica: “Il benessere dei nostri figlie era e resta la priorità”. E sulle polemiche: “Abbiamo semplicemente scelto alternative”.

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“Fino a che avrò respiro combatterò per i miei bimbi”. È una delle frasi più nette di Catherine Birmingham, madre della cosiddetta “famiglia che vive nel bosco”, che in un’intervista al Corriere della Sera e nel libro La mia verità torna a difendere le proprie scelte di vita e di educazione.

Birmingham si definisce “ribelle” e interpreta la società come il risultato diretto delle azioni individuali: "La società — scrive nel libro — ha abusato, colpito, represso, avvelenato, manipolato, e traumatizzato i suoi cittadini…". Alla domanda sul ruolo della collettività, risponde: "Noi siamo la società… abbiamo un potere incredibile di influenzare e creare cambiamento", spostando l’attenzione sulla responsabilità personale. Nel suo racconto emerge anche una riflessione sul cambiamento personale e sul percorso interiore. "Nel corso della mia vita sono arrivata a comprendere che l’unico cambiamento che avrei mai potuto davvero realizzare era in me stessa". Una considerazione che la donna collega a un processo costante di crescita e trasformazione, che non riguarda solo il singolo ma, a suo dire, accomuna ogni persona nel tempo.