Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi nel sud dell’Iran, colpendo un sito militare vicino a Bandar Abbas e abbattendo quattro droni iraniani che, secondo Washington, minacciavano le forze americane e il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz. È il secondo scontro diretto tra Stati Uniti e Iran in tre giorni e mette sotto nuova pressione il fragile cessate il fuoco su cui si reggono i negoziati per porre fine a tre mesi di guerra.

Il Comando centrale americano ha descritto l’operazione come difensiva. Secondo funzionari statunitensi, i droni iraniani erano diretti verso l’area dello Stretto di Hormuz, mentre una stazione di controllo a terra a Bandar Abbas stava preparando il lancio di un quinto drone. Gli Stati Uniti hanno quindi colpito il sito prima che il drone potesse essere impiegato.

I media vicini ai Guardiani della rivoluzione hanno riferito che le forze iraniane avevano sparato colpi di avvertimento contro navi che cercavano di attraversare lo stretto senza coordinarsi con Teheran. Secondo queste fonti, gli attacchi americani avrebbero colpito un’area disabitata nei pressi di Bandar Abbas, senza causare vittime né danni. Poco dopo, i Guardiani della rivoluzione hanno detto di avere colpito una base americana nella regione, indicata come il luogo da cui sarebbe partita l’operazione statunitense. Ma non è stato chiarito quale base fosse stata presa di mira.