Lo Stretto di Hormuz è tornato a essere una linea del fronte ad altissima tensione. Al centro della nuova fiammata geopolitica c’è il presunto abbattimento di un velivolo senza pilota statunitense.

Secondo agenzie e media vicini all’apparato iraniano, un drone americano sarebbe stato colpito dalle forze di Teheran nel sud del Paese, nella provincia di Bushehr.

Il luogo indicato, riportato tra gli altri dall’agenzia Tasnim, non è casuale: Bushehr rappresenta un nodo cruciale dell’architettura strategica iraniana, ospitando infrastrutture energetiche essenziali e un impianto nucleare civile dal forte valore simbolico e geopolitico.

Nei giorni precedenti Teheran aveva già affermato, tramite l’agenzia Mizan, di aver abbattuto almeno un altro drone e di aver respinto un caccia penetrato nel suo spazio aereo. La versione iraniana, tuttavia, si scontra con il quadro ufficiale di Washington.

Sul versante americano, un funzionario citato da Reuters ha rovesciato lo scenario, sostenendo che siano state le forze statunitensi a neutralizzare quattro velivoli iraniani ritenuti una minaccia per il traffico commerciale e militare, colpendo inoltre una stazione di controllo a terra a Bandar Abbas che si preparava a lanciare un quinto drone.