HomeLa SpeziaCronacaQuattromila alla Festa del sacrificio: "Nel 1997, eravamo solo in dodici"Nel parcheggio delle Terrazze si è svolto uno dei momenti più importanti per i fedeli musulmani. La tradizione vorrebbe il sacrificio di un montone en plein air, ma il rito è stato epurato da questo aspetto.A sinistra il responsabile del centro culturale islamico di via Mantegazza al Canaletto, Ait Lahoussain (. fotoservizio di Massimo PasqualiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Ilaria Vallerini
La città si è svegliata punteggiata da fedeli con il capo coperto dal fez, candide tuniche bianche ondeggianti, e sotto braccio il sajjāda, il tappeto da preghiera islamico. Intorno alle otto di mattina sono apparsi da ogni angolo della città, scesi con la corriera dai paesini che costellano la provincia, per fluire in massa verso il piazzale adiacente al centro commerciale Le Terrazze. È il giorno della Festa del sacrificio, un evento cruciale nel calendario islamico che segna la fine del pellegrinaggio annuale alla Mecca. Il richiamo alla preghiera del canto dell’imam si irradia come un’eco, fluttua nell’aria, e sovrasta tutto: quattromila persone di fede musulmana raggiungono il punto di ritrovo en plein air e prendono posto stendendo a terra il sajjāda attenti a orientare il disegno a punta (Mihrab) sulla parte superiore del tappeto in direzione della Mecca, verso cui il fedele deve rivolgersi. È strano per una “straniera“ come me in terra ligure – ed è ciò che mi lega per alcune ore a loro – trovarsi catapultata in un viaggio inaspettato ad appena un chilometro dalla redazione, in una sorta di piccola città multietnica nella città.














