Fratelli d’Italia attacca Campidoglio e V Municipio per non aver svolto le dovute verifiche sulle autorizzazioni per fare celebrare la Festa del Sacrificio

Segui Il Giornale su Google Discover

Scegli Il Giornale come fonte preferita

La comunità islamica di Roma che, il 31 maggio scorso, ha organizzato la Festa del Sacrificio a Villa Gordiani non avrebbe potuto somministrare cibo o bevande perché priva di documentazione. Questo è quanto è emerso dalla richiesta di accessi agli atti effettuata dal consigliere dell'Assemblea Capitolina di Fratelli d'Italia Federico Rocca e da Fabio Piattoni, consigliere meloniano del V Municipio di Roma dove si è svolto l’evento. “Gli atti fanno emergere contestazioni amministrative sull'evento Eid al-Adha e impongono una seria riflessione politica sul modo in cui il Municipio V e Roma Capitale hanno gestito questa vicenda”, attaccano i due politici capitolini di Fratelli d’Italia che, già prima della manifestazione, avevano chiesto di visionare e verificare la regolarità della documentazione e, in particolar modo la SCIA necessaria per la somministrazione di alimenti e bevande.”Se oggi i cittadini conoscono quanto emerge dagli atti è solo perché abbiamo insistito nell'esercizio del nostro ruolo di controllo. Il nostro obiettivo non era accertare irregolarità a manifestazione conclusa, ma verificare preventivamente il rispetto delle regole”, spiegano Rocca e Piattoni. I due esponenti meloniani, inoltre, osservano che “proprio il documento sul quale avevamo maggiormente insistito sia stato poi oggetto di contestazione da parte della Polizia Locale, insieme alle difformità relative al palco e al posizionamento dei gazebo". Secondo Rocca e Piattoni, però, è politicamente grave che queste verifiche sulla documentazione autorizzativa “avrebbero dovuto essere effettuate prima dell'inizio della manifestazione e non quando l'evento si era ormai concluso”. In pratica, denuncia Fratelli d’Italia, si è creata “una situazione che difficilmente verrebbe consentita in altre manifestazioni pubbliche”.Ma non è tutto. “L'Ufficio Permessi Ville e Parchi ha attestato di non aver ricevuto alcuna richiesta di accesso di automezzi all'interno del Parco archeologico di Villa Gordiani”, prosegue la nota di FdI. Inevitabili, dunque, le domande: “Chi ha autorizzato l'ingresso dei mezzi? Sono state elevate contestazioni oppure anche questo profilo è rimasto senza conseguenze?”. E non manca nemmeno una richiesta di chiarimento sul canone per l'occupazione del suolo pubblico che ammonta ad appena 72 euro. “Pur prendendo atto delle modalità di calcolo riportate negli atti, riteniamo doveroso comprendere se una simile determinazione sia stata davvero congrua”, si legge ancora nella nota in cui si precisa che la polemica non è rivolta “contro una comunità religiosa né contro una tradizione culturale”.