JESOLO - Prima di andare al lavoro si sono raccolti in preghiera allo stadio Picchi per celebrare la "Eid al-Adha", o "Festa del Sacrificio", una delle ricorrenze più importanti del mondo islamico. Poco meno di duemila fedeli musulmani si sono ritrovati ieri mattina a Jesolo, a partire dalle 7, trasformando per alcune ore l'impianto sportivo cittadino in un grande luogo di raccoglimento e condivisione. Una cerimonia composta e partecipata, vissuta soprattutto dalla numerosa comunità bengalese residente tra Jesolo e Cavallino-Treporti, ormai presenza stabile e radicata nel tessuto economico e sociale del litorale.

LAVORATORI Molti dei partecipanti lavorano nel turismo, negli hotel, nei ristoranti e nelle attività commerciali della costa. I fedeli sono arrivati alla spicciolata già dalle prime luci dell'alba, spesso in piccoli gruppi, prendendo posto sul prato dello stadio di fronte alla tribuna per la preghiera collettiva.ISTITUZIONI LOCALI Un momento religioso ma anche sociale, nel segno dell'identità culturale e della convivenza. A sottolineare proprio questo aspetto, la presenza delle istituzioni locali. All'incontro hanno partecipato il sindaco di Jesolo Christofer De Zotti, la sindaca di Cavallino-Treporti Roberta Nesto, il vicesindaco uscente Francesco Monica e don Lucio Cilia, parroco delle parrocchie di piazza Trieste e piazza Milano. Una partecipazione che ha assunto un valore simbolico preciso: confermare il dialogo con una comunità pacifica, ben integrata e lontana dalle tensioni che in altre città italiane hanno accompagnato il dibattito sull'Islam e sui luoghi di culto. «Vengo sempre con piacere e tornerò ancora ha spiegato il sindaco De Zotti . Penso che la comunità musulmana presente in Italia non sia qui soltanto per lavorare, ma anche per portare avanti le proprie tradizioni e i propri convincimenti religiosi. L'amministrazione comunale è sempre stata disponibile a concedere questo stadio. Non è semplice trovare spazi adeguati per le attività culturali, ma con il dialogo le soluzioni si trovano. Continuiamo a mantenere un rapporto civile e a crescere come comunità nel rispetto reciproco».L'IPOTESI MOSCHEA Il primo cittadino ha anche voluto chiarire un aspetto che periodicamente riemerge nel dibattito pubblico locale: «Nessuna moschea è all'ordine del giorno ha puntualizzato . Qui si tratta semplicemente di mantenere un rapporto fondato sul rispetto reciproco. Le polemiche a Mestre? Non entro in quello che accade in altre città». Sulla stessa linea anche la sindaca di Cavallino-Treporti Roberta Nesto, che è anche presidente della Conferenza dei sindaci della costa veneta. «Anche nell'Antico Testamento si parla del sacrificio verso Dio ha ricordato . Ho accolto con piacere questo invito e sono qui volentieri. Parliamo di una comunità pacifica, impegnata nelle attività del nostro territorio: spesso solo loro stessi i titolare di attività economiche. Condividere questo rito è una forma concreta di integrazione».La celebrazione si è svolta senza alcun problema di ordine pubblico e si è limitata esclusivamente al momento della preghiera e alla successiva condivisione di cibo tipico tra i partecipanti. Nessun sacrificio rituale di animali, quindi, ma soltanto un momento di festa religiosa vissuto in modo sobrio e ordinato. Per molti dei fedeli presenti, la Eid al-Adha rappresenta uno dei momenti più significativi dell'anno, occasione per ritrovarsi, pregare insieme e rinsaldare i legami della comunità anche lontano dal Paese d'origine. «Ringraziamo il Comune di Jesolo che chi ha concesso lo spazio ha detto Omar Uddin, portavoce della comunità bengalese e che ha accolto la nostra richiesta. La presenza delle due amministrazioni, e quella di don Lucio, per noi rappresenta un aspetto molto importante».