Come se non bastassero già la crisi dei finanziamenti alla salute globale, i lunghi addii di Stati Uniti e Argentina e i conflitti in corso, l’edizione 2026 dell’Assemblea annuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è stata segnata anche dalla diffusione di Ebola Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda.
L’allarme di questa emergenza di salute pubblica di interesse internazionale è stato lanciato dall’OMS il 17 maggio, un giorno prima dell’apertura dell’Assemblea, che si è tenuta a Ginevra fino al 23 maggio. Tra riunioni al palazzo delle Nazioni Unite ed eventi collaterali, era già ampiamente prevedibile che la diplomazia della salute globale quest’anno avrebbe discusso di preparazione alle pandemie e alle epidemie. Ebola ha aggiunto un senso di urgenza e di inquietudine.
Contro le pandemie «abbiamo bisogno che i Paesi siano pronti», ha scandito Maria Van Kerkhove, epidemiologa che dirige il dipartimento per la preparazione e la prevenzione di epidemie e pandemie dell’OMS, alla conferenza stampa sulla risposta a Ebola tenutasi il 22 maggio, durante i lavori dell’Assemblea. Van Kerkhove ha specificato che bisogna essere preparati a ogni tipo di patogeno nel futuro.










