Uno sguardo sulla gestione della salute a cinquant’anni anni dalla nascita del Servizio sanitario nazionale. Pane per i denti di un medico manager che ne ha attraversato tutte le stagioni in tantissimi ruoli apicali. Giuseppe Zuccatelli - primo direttore generale dell’azienda Usl di Cesena (dal ’94 al 20002) e in seguito presso varie Usl dell’Emilia-Romagna, poi nelle Marche, in Campania, Abruzzo, Calabria e molto altro ancora - lo ha racchiuso in un libro ("Il Management del SSN") che verrà presentato alle 17 di domani nella Sala Lignea della Malatestiana. Con lui focalizzeranno teoria e pratica del Ssn l’attuale direttore generale dell’Asl Romagna Tiziano Carradori e Luigi Preti, dell’università Bocconi di Milano.

Dottor Zuccatelli, nel suo libro si legge che in quasi cinquant’anni il Ssn è stato capace di mantenere i tratti essenziali ma anche di evolversi per rispondere ai cambiamenti della società. Si può dire, dunque, che oggi soddisfa i cambiamenti che si sono imposti?

"Non del tutto. Si può dire che il Ssn ha due problemi: il sottofinanziamento degli ultimi 20 anni e l’eccessiva domanda".

Finanziamento, inizialmente si basava sul prelievo di contributi sociali, in parte a carico dei datori di lavoro, in parte su trasferimenti dallo Stato, oggi è richiesto anche un ticket. C’è qualche altra ipotesi da valutare?