Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenuto telefonicamente ai Capri Talks, snocciola le sfide e i nodi del Sistema sanitario universalistico: liste d'attesa, invecchiamento della popolazione, risorse insufficienti. E non solo...

Liste d’attesa, tutela del personale sanitario e salvaguardia dell’approccio universalistico del sistema sanitario nazionale italiano. Questi sono alcuni dei temi affrontati dal ministro della Salute Orazio Schillaci nel corso dell’intervista telefonica, condotta dal direttore dell’AdnKronos Davide Desario, durante Capri Talks, iniziativa curata da Spin Factor sull’isola partenopea. Un intervento chirurgico d’urgenza, infatti, ha tenuto il ministro Schillaci fisicamente lontano dal palco dell’evento.

LE SFIDE DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE ITALIANO

Il nostro Sistema Sanitario Nazionale si sta confrontando con questioni profonde: alcune storiche, come la disomogeneità tra i territori, altre più contemporanee, come la crescita dei costi derivante dalla cronicizzazione di patologie un tempo fatali.

“Il nostro Servizio sanitario nazionale ha un livello molto alto, invidiato e riconosciuto anche all’estero, uno dei più apprezzati al mondo – ha spiegato il ministro –. La qualità delle cure è stata recentemente riconosciuta anche dall’Ocse e dalla comunità europea; abbiamo un Servizio sanitario nazionale che prende in cura tutti, a prescindere dal reddito, e che ha fatto sì che oggi in Italia ci siano 23.500 centenari”. Allo stesso tempo, però, “è un sistema sanitario un po’ a macchia di leopardo: c’è troppa differenza nell’accesso alle cure e nell’assistenza tra le varie regioni italiane, e l’accesso alle cure non può dipendere dal CAP di residenza”.