Avanti sulle Case di comunità, con 600 milioni per assumere medici e infermieri nei presidi territoriali incaricati di alleggerire il carico di lavoro che grava sugli ospedali. E avanti anche con la lotta alle liste d'attesa, perché "laddove la legge funziona, i tempi diminuiscono".
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, fa il punto sui temi caldi della sanità e sulle difficoltà che incidono sulla vita dei cittadini, pesando in modo diverso a seconda della regione di residenza. Mentre è ancora in corso la riforma della medicina territoriale e delle professioni sanitarie, l'Italia si è dotata di un Piano per la salute mentale "mancato per ben 13 anni" e punta a riguadagnare il terreno perso sugli screening oncologici e i vaccini. Medico, ricercatore e rettore universitario prima ancora che ministro, Schillaci passa in rassegna, all'ANSA FORUM, risultati e obiettivi dei suoi 1.260 giorni al dicastero di Lungotevere Ripa.
Prevenzione, screening e vaccini sono le parole d'ordine "per una sanità del futuro sostenibile e universale", in cui "si vive più a lungo ma bisogna anche cercare di far ammalare di meno le persone". In cima alle priorità ci sono le liste d'attesa, che impongono mesi per ottenere una colonscopia o una visita dermatologica, spingendo verso la sanità privata o a rinunciare alle cure. Da un anno a questa parte, ha precisato Schillaci, "c'è una legge per ottenere prestazioni sanitarie in tempi congrui". Prevede che chi non riesce a ottenere una prestazione nel pubblico, possa rivolgersi al privato convenzionato senza costi aggiuntivi.






