HomeForlìCronacaFratellini morti sotto il silos: "Le carte delle cisterne svanite dopo un incendio"Udienza in tribunale per la tragedia del 2023 a San Pietro in Guardiano di Bertinoro: sotto accusa per omicidio colposo la titolare del mangimificio teatro della tragedia.Il silos precipitato sull’auto con a bordo i tre fratelli dopo essere stato centrato da un’autoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciI silos sembrano una specie di mistero. Gli investigatori dei carabinieri, dopo la tragedia, hanno cercato le "carte d’identità" delle cisterne verticali killer, che, colme di mangime, abbattute da un’auto, uccisero tre fratellini alle 14.30 del 7 aprile 2023, a San Pietro in Guardiano di Bertinoro. Una ricerca vana. L’hanno spiegato ieri gli stessi detective dell’Arma, chiamati a deporre alla prima concreta udienza del processo per l’ecatombe di tre anni fa, dove morirono Fatima Boulgoute, 18 anni, Ousama 14 e Marva 10 anni, figli di emigrati marocchini residenti a Meldola. Erano in macchina. Guidava Fatima, che stava facendo pratica per l’esame della patente.

Dopo l’avvio formale del processo del 25 marzo scorso, il dibattimento prende corpo in tribunale davanti al giudice monocratico Andrea Priore coi testi del pm Laura Brunelli, che accusa Simonetta Ciani (legale rappresentante deldella Casagrande Società Agricola, casa madre dell’allevamento di San Pietro in Guardiano) di omicidio colposo per la morte dei tre ragazzini. Nella visione della procura, in qualità di figura apicale della società, la Ciani "non avrebbe messo in sicurezza", con una recinzione, i silos presenti nell’area: perché è proprio nello spazio esterno del mangimificio che si consumò il disastro. I fratellini avevano seguito lo zio, collaboratore esterno della ditta. E lì nel parcheggio c’era una Opel Zafira, di proprietà di una società dell’uomo. I ragazzini salgono in auto, fanno qualche giro e poi sbandano. Centrano un silos, che crolla al suolo. Soffocando i tre giovanissimi.