L’architettura di sicurezza del Giappone, con la prima ministra Sanae Takaichi, sta cambiando radicalmente. Ieri la Dieta giapponese ha approvato la legge che istituisce il National Intelligence Council, un organismo che centralizza e rende coordinato l’apparato informativo del paese. Per il Giappone, che per decenni ha vissuto il tema dell’intelligence quasi come un residuo tossico del Novecento militarista, si tratta di un cambiamento enorme. Ma sorprendentemente il dibattito politico sul tema in questi mesi è stato quasi tiepido, perché l’opinione pubblica giapponese appare più preoccupata dalle guerre – non solo in medio oriente – che dai nuovi poteri concessi all’esecutivo. Una reazione che spiega come nel paese la sicurezza nazionale non sia più un tabù ideologico. Takaichi ha intercettato il tema e sta procedendo con convinzione, e non è un caso se da mesi stia subendo gli attacchi della propaganda e la coercizione economica da parte della Cina.Dopo aver detto esplicitamente ciò che in molti consideravano solo una formalità, e cioè che una guerra d’invasione contro Taiwan da parte della Cina porterebbe a un coinvolgimento diretto anche del Giappone, Takaichi è andata avanti con un’agenda fatta di aumenti della spesa militare, revisione delle restrizioni sull’export di armamenti, nuove capacità offensive, una cooperazione sempre più stretta con gli alleati della regione, e ora la riforma dell’intelligence. Sul tavolo ci sono anche nuove leggi contro le operazioni di influenza straniere e anti-spionaggio per costruire un sistema più simile a quello americano o britannico, dove intelligence interna, sicurezza economica e controspionaggio lavorano insieme. Il Giappone si sta preparando a un confronto lungo con la Cina anche nel dominio della guerra ibrida. Non c’è da stupirsi dunque del fatto che il leader cinese Xi Jinping avrebbe reagito con toni sopra le righe durante il colloquio a Pechino con Donald Trump quando i due leader hanno parlato del Giappone. Perché Pechino sa che il vero cambiamento strategico in Asia si muove a Tokyo.