Sarà il filosofo Massimo Cacciari a chiudere, questa sera in San Petronio, la rassegna Scholé. Per la formazione dei cittadini, con incontri ispirati dal cardinale Matteo Maria Zuppi e affidati al professore Ivano Dionigi. Quella che termina questa sera è la terza edizione del ciclo di appuntamenti– che ha visto protagonisti il giornalista e scrittore Giorgio Zanchini, la psicologa e psicoterapeuta Loredana Cirillo, con letture di Elena Bucci e Donatella Finocchiaro – dopo il successo delle prime due, Destino dell’Occidente (2024) e Imperi (2025), sempre ispirata dallo stesso Zuppi e affidata al professore Ivano Dionigi. A conclusione, stasera alle 21, Cacciari tornerà nella nostra città con un intervento che già dal titolo fa capire quale sarà il fulcro del ragionamento: Scuola è politica.
Spiega Cacciari: "L’idea della formazione si modella spesso su quella di un contenitore da riempire. Ma come non vi è malato che sia un mero paziente se la cura deve essere efficace, così, tantomeno, l’allievo va considerato un “animale da allevare”. Nel rapporto didattico la potenza autentica è quella del pais, del ragazzo-ragazza, che si trae-fuori (ek-ducere) dal suo stato di “ignoranza”; e inizia il cammino della interrogazione. Il pais è un complesso, indefinibile gioco di possibilità, che nel rapporto col docente va delineandosi. Un potente com-possibile, che il docente deve badare bene a non cercare di reprimere alla propria prospettiva, già in sé formata". Letture di Paola De Crescenzo.








