Per la scuola Pier Cironi la fine dell’anno scolastico coincide anche con la chiusura di un capitolo lungo sessant’anni. L’edificio di viale della Repubblica ha salutato definitivamente studenti, insegnanti e personale, pronto a lasciare il posto alla nuova scuola realizzata con fondi Pnrr. Ma se per il primo ciclo si chiude una pagina, per le scuole superiori resta aperto il problema cronico della mancanza di spazi. Nei prossimi giorni la Provincia avvierà un confronto con i dirigenti scolastici per definire l’assegnazione delle aule in vista di settembre. Un lavoro complesso che ogni anno assomiglia sempre più a un puzzle da ricomporre tra iscrizioni in aumento, edifici saturi e cantieri ancora aperti.

Tra gli istituti che soffrono maggiormente c’è il Marconi. Il dirigente scolastico Paolo Cipriani descrive una situazione al limite. "Ho quindici sezioni senza una classe fissa. Ci sono studenti costretti a spostarsi continuamente senza poter contare su un’aula di riferimento". Una criticità aggravata dal fatto che parte dell’organizzazione attuale si regge sull’utilizzo di una palestra esterna. "I calcoli sugli spazi sono fatti considerando sei sezioni impegnate per tutta la mattina fuori dalla scuola per educazione fisica. Se anche quelle classi dovessero restare nell’edificio non saprei dove collocare gli studenti". Anche il liceo Cicognini-Rodari continua a chiedere nuove aule. Con circa 1.400 studenti e 64 classi attive, l’istituto è tra quelli che negli ultimi anni hanno registrato la crescita più significativa grazie agli indirizzi, dal classico alle scienze umane, passando per il liceo economico sociale con percorso esabac, il musicale e il nuovo liceo del Made in Italy. Non va meglio al Livi Brunelleschi, che si trova con una carenza di tre aule. Anche per il prossimo anno scolastico una soluzione potrebbe arrivare dalla vicina primaria di Oste. Sul fronte delle nuove strutture, procedono i lavori di ampliamento del liceo Copernico. Tuttavia i tempi non sembrano compatibili con un utilizzo già da settembre. La Provincia può contare su alcune carte da giocare: il Rodarino, la scuola in legno del polo di via Reggiana e, in prospettiva, gli spazi che saranno resi disponibili dall’ampliamento del Copernico. Resta inoltre il ricorso alla Stella d’Italia per supportare il Dagomari, dove proseguiranno anche durante il prossimo anno scolastico i lavori di messa in sicurezza dell’intero complesso.