In Italia più spesso che in Europa i giovani ritengono di svolgere un lavoro per il quale sarebbe stato sufficiente un livello di istruzione più basso di quello posseduto; lo dichiara il 33% dei diplomati e il 24,8% dei laureati contro, rispettivamente, il 22,8% e 22,1% dell’Ue27. A metterlo nero su bianco è l’Istat nel suo ultimo rapporto sui giovani che evidenzia come la massima incidenza di sovraistruiti si registra tra i giovani occupati con contratto di collaborazione o di prestazione d’opera occasionale (49,9% tra i diplomati e 43,1% tra i laureati) e tra i dipendenti a termine (40,7% nei diplomati, 29,5% nei laureati). FONTE: ISTAT. PERSONE DI 20-34 ANNI CHE SI DICHIARANO SOVRAISTRUITE RISPETTO ALL’ATTUALE O ALL’ULTIMO LAVORO SVOLTO PER TITOLO DI STUDIO E PAESE DI NASCITA, IN ITALIA E NELLA MEDIA UE27. Anno 2024

Per queste tipologie di lavoro, la maggioranza degli occupati sovraistruiti non è alla prima esperienza lavorativa: tra i dipendenti a termine il 63% dei diplomati e dei laureati è già almeno al secondo lavoro; tra i collaboratori, il 42% dei diplomati e il 76% dei laureati. Il report evidenzia poi che l’incidenza della sovraistruzione è più diffusa, tra chi svolge un lavoro part-time, coinvolgendo oltre quattro diplomati su 10 e circa un terzo dei laureati. Il livello scende invece tra i dipendenti a tempo indeterminato (28,9% e 22,6% le incidenze tra i diplomati e laureati) e raggiunge i livelli più bassi tra i giovani che intraprendono un lavoro autonomo (21,2% e 20% per diplomati e laureati, rispettivamente). FONTE: ISTAT. PERSONE DI 20-34 ANNI CHE SI DICHIARANO SOVRAISTRUITE RISPETTO ALL’ATTUALE O ALL’ULTIMO LAVORO SVOLTO PER TITOLO DI STUDIO E PROFESSIONE, IN ITALIA E NELLA UE27. Anno 2024