Un terreno di sei ettari in Valdarno, a Montopoli, nel cuore del distretto industriale del cuoio, una delle aree più inquinate della Toscana. Sino a poco tempo fa ci sorgeva un allevamento di maiali. Un’ulteriore fonte di degrado ambientale che nel giro di tre anni, dal 2021 al 2024, è stata completamente eliminata: abbattute le strutture in cemento che ospitavano le porcilaie e piantati, al loro posto, tremila alberi, un bosco. Inoltre, un auditorium interamente realizzato in legno e in materiali biocompatibili funziona da area didattica per iniziative con le scuole e per convegni.
IL PROGETTO HA PRESO VITA grazie a Unicoop Firenze, che dopo avere rilevato il terreno quando l’allevamento ha chiuso i battenti ha affidato il piano di recupero e di rigenerazione a Project Natura (Pnat), uno spin-off dell’Università di Firenze guidato da Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (Linv).
NELL’IMPRESA, AVVIATA con un crowdfunding che ha raccolto 225 mila euro, è stata coinvolta anche Legambiente. Un’iniziativa unica in Italia, che ora viene raccontata, nei suoi sviluppi e nel suo significato più generale, dal libro Fare insieme, con la natura, appena pubblicato da Laterza e curato dalla giornalista Cristina Nadotti. Il volume è diviso in due parti. In una si fa la storia dell’interevento a Montopoli; nell’altra un dialogo tra Stefano Mancuso e Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze – cooperativa che conta 157 punti vendita e 10.570 dipendenti – illustra le ragioni di fondo del progetto e ne sottolinea le implicazioni sociali e ambientali.







