Alle prime luci del mattino, a Kiev, restano soprattutto i dettagli: vetri sbriciolati nei cortili, facciate bruciate, lamiere piegate, ambulanze che entrano dove poche ore prima passavano automobili e autobus. È in questo paesaggio, fatto più di detriti che di dichiarazioni, che va letta la nuova mossa di Volodymyr Zelensky: una lettera indirizzata al presidente americano Donald Trump e al Congresso degli Stati Uniti per chiedere altro munizionamento Patriot PAC-3 e ulteriori sistemi di difesa aerea. Non una richiesta generica, ma un appello circostanziato, formulato dopo uno dei peggiori attacchi combinati contro la capitale ucraina dall’inizio dell’invasione su larga scala.
Secondo il testo visionato da più fonti internazionali, la lettera è datata 26 maggio 2026. Zelensky chiede a Washington di aiutare l’Ucraina a procurarsi “questo strumento vitale di protezione contro il terrore russo”, cioè i missili Patriot PAC-3 e altri sistemi capaci di fermare i missili balistici russi e gli altri attacchi missilistici. Un suo consigliere, Dmytro Lytvyn, ha confermato che la comunicazione è stata inviata sia alla Casa Bianca sia al Congresso.
Perché la richiesta arriva adesso
La tempistica dice quasi tutto. Nella notte del 24 maggio 2026, la Russia ha lanciato contro l’Ucraina un attacco combinato di dimensioni eccezionali: 90 missili di vario tipo, inclusi 36 missili balistici, e 600 droni, secondo la presidenza ucraina. Il presidente ucraino ha visitato i luoghi colpiti a Kiev poche ore dopo, denunciando danni a edifici civili, scuole, ospedali e infrastrutture urbane. L’Associated Press ha definito quell’assalto uno dei più duri e distruttivi sulla capitale negli ultimi anni di guerra.










