Il brigadiere Santino Tuzi
Il consulente Dario Sangermano ha illustrato la perizia balistica sulle foto del luogo del ritrovamento di Santino Tuzi, il brigadiere morto suicida e collegato all’omicidio di Serena Mollicone. I risultati non sono compatibili con un suicidio.
Mani sporche di sangue e pistola pulita, nessuna impronta digitale sull'arma, traiettoria del proiettile dall'alto verso il basso. Sono alcuni degli elementi emersi dalla perizia balistica fatta da Dario Sangermano sul luogo del ritrovamento del cadavere di Santino Tuzi. Il brigadiere dei carabinieri è stato trovato senza vita l'11 aprile del 2008 all'interno della sua auto, una Fiat Marea, parcheggiata vicino alla diga di Sant'Eleuterio ad Arce, in provincia di Frosinone. Il consulente nominato dalla figlia Maria oggi ha illustrato i risultati in conferenza stampa: "Non c'è certezza che gli abbiano sparato, ma neanche che si sia sparato. Sappiamo però che aveva un appuntamento con una persona e che quando i suoi colleghi sono arrivati lo hanno trovato morto. Ma nulla da quanto emerge dalla perizia balistica ci può garantire che si sia suicidato". Per il consulente sono diverse le domande senza risposta. "Perché la pistola trovata accanto al corpo di Tuzi è completamente pulita e le sue mani sono sporche di sangue?".







