I colpi di scena non sono mai mancati nel Delitto di Arce. A quelli giudiziari, si aggiunge ora uno scenario che, dopo 25 anni, ci pone davanti a una ipotesi del tutto nuova sull’omicidio irrisolto di Serena Mollicone: studentessa di 18 anni scomparsa il 1° giugno 2001 ad Arce e ritrovata senza vita due giorni dopo nel boschetto di Fontecupa con una busta di plastica legata intorno al collo e mani e piedi legati.
Un nuovo scenario
Ecco la nuova ipotesi: a farla é il criminologo Carmelo Lavorino, che ritiene che tra Serena Mollicone e il brigadiere Santino Tuzi (morto suicida nel 2008) ci fosse un “patto amichevole, un segreto” e che la 18enne avrebbe dovuto incontrare lui, non la famiglia Mottola, quel giorno in caserma. Lavorino ne ha parlato come ospite del programma “Incidente Probatorio” in diretta su Canale 122 Fatti di Nera dove ha ipotizzato un presunto legame tra Mollicone e Tuzi. Secondo Lavorino, il brigadiere Tuzi avrebbe mentito: “Fino a quel momento (marzo 2008, ndr) aveva detto di non conoscere Serena Mollicone, e di non averla quindi mai vista in caserma e nemmeno altrove. Quando hanno riferito che nella caserma di Arce erano state trovate delle tracce biologiche della diciottenne, lui ha cambiato versione e si è assunto la responsabilità della conoscenza e della presenza di Serena, ma le ha spostate e dirottate verso un soggetto innocente”. (Fonte: Fanpage) Lavorino si riferisce a quanto disse Tuzi pochi giorni prima del suo controverso suicidio che ha destato non pochi dubbi, generando un altro mistero nel giallo di Arce.






