Una cena di classe, ogni anno, per tutta la vita. E un montepremi che cresce fino agli ultimi tre superstiti. Come uno Squid Game alla milanese, il romanzo “I convitati di pietra” di Michele Mari (Einaudi) vince la tredicesima edizione del Premio Strega Giovani, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento. Con 83 preferenze su un totale di 579 espresse, il romanzo sulla routine di una cena lunga un’esistenza intera, moltiplicata per trenta quanti sono gli studenti di una classe di liceo che il 22 luglio del 1975, festeggiando il primo anniversario dell’esame di maturità, stringe un accordo di sangue e di denaro, il libro più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da 114 scuole secondarie di secondo grado distribuite in Italia e all’estero.Al secondo posto si è classificato Marco Vichi, autore noto soprattutto per i suoi gialli ma in gara al Premio Strega con il romanzo di Arianna, 7 anni, che lascia i nonni per trasferirsi dalla madre a Parigi: “Occhi di bambina” (edito da Guanda) ha ottenuto 74 voti. In terza posizione si è piazzata Teresa Ciabatti, autrice di “Donnaregina” (Mondadori), sul boss 'O Nasone, accusato di decine e decine di omicidi, specchio delle nostre verità: ha avuto 65 voti.Ad annunciare il libro vincitore è stata la sindaca di Genova Silvia Salis, al termine di un incontro condotto da Loredana Lipperini, al quale hanno partecipato Giacomo Montanari, Assessore alla Cultura del Comune di Genova, Stefano Petrocchi, Direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Giuseppe D’Avino, Presidente di Strega Alberti Benevento, Giuseppe La Boria, direttore regionale Liguria Piemonte di BPER Banca, e il rapper GUESAN del collettivo Wild Bandana.I ragazzi coinvolti hanno recensito il libro e uno dei testi, scritto da uno studente dell’ISS Cristofaro Mennella di Ischia, Brando Mazzella, si è aggiudicato un buono del valore di 500 euro in libri. Con questa recensione: “La narrazione diventa metafora di una lotta darwiniana mascherata da rito borghese – una classe liceale che cristallizza il proprio legame non nel sentimento, ma in una "riffa della morte" – costruendo un sistema in cui l'Altro è ridotto a variabile economica e il tempo un countdown verso un'accumulazione di capitale che nessuno potrà realmente abitare. L'opera si offre come una riflessione intensa sulla crisi dell'identità collettiva e sulla memoria come spazio di contesa spietata. Il significato profondo risiede nella constatazione che l'unico "tempo ritrovato" è quello di un'aula scolastica che continua a proiettare le sue ombre sul futuro”.Tra i favoriti alla vittoria del Premio Strega 2026, Michele Mari, con la sua lingua preziosa e questa storia di ex compagni di scuola che per tutta la vita si tengono d’occhio, tra sospetti e tranelli, menzogne e persino sortilegi, ha appassionato i più giovani. Il prossimo appuntamento è ora il 3 giugno, al Teatro Romano di Benevento, quando verrà annunciata la cinquina finalista.
Michele Mari vince lo Strega Giovani
"I convitati di pietra" convince i giovani tra i 16 e i 18 anni: il patto scellerato che lega per tutta la vita gli ex compagni di liceo










