Cristallizzare, intrappolare, la giovinezza, o almeno uno scampolo di quell’età senza malanni, rughe e cedimenti, in una classe scolastica che gioca bergmanianamente a scacchi, o quasi, con la morte di ciascuno degli ex compagni. I convitati di Pietra (Einaudi, 2025) scritto dal celebre Michele Mari è candidato nella dozzina del Premio Strega 2026. I convitati forse resteranno per sempre pietrificati nei ricordi, nello sguardo altrui di chi li ha conosciuti tra i banchi di scuola, perché il tempo è inesorabile e forse non lo si vuole accettare così come la propria morte che la si sfida attraverso una lotteria a chi sopravviverà.