Una vasta coalizione nordica composta da istituzioni finanziarie, sindacati ed esperti climatici ha inviato un avvertimento alla Commissione europea, chiedendo di mantenere il divieto sulle nuove trivellazioni di petrolio e gas nella regione artica. L’appello arriva mentre l’Unione europea sta rivedendo la propria strategia per il Nord.
In una lettera indirizzata a cinque commissari europei, i firmatari sollecitano l’esecutivo UE a non ammorbidire la propria posizione sullo sfruttamento dei combustibili fossili nell’Artico, esprimendo preoccupazione per indiscrezioni su un possibile cambio di rotta.
Dal 2021, l’UE sostiene un divieto di nuove trivellazioni come parte della sua politica artica, ma la revisione in corso della strategia regionale ha riacceso il dibattito politico e industriale.
Secondo i firmatari, lo scenario attuale aumenta i rischi sia ambientali che di sicurezza. Il riferimento principale è il Mare di Barents, area considerata strategica e vulnerabile per la vicinanza alla Russia e alla Rotta del Mare del Nord.
La lettera avverte che le infrastrutture energetiche artiche potrebbero diventare bersagli di guerra ibrida, soprattutto in un contesto di crescente tensione geopolitica. Inoltre, il possibile aumento della dipendenza europea dal gas artico renderebbe tali impianti ancora più sensibili ad attacchi e sabotaggi.







