Svelata a Londra la parte alta del gamma TV Sony per il 2026: le nuove edizioni di Bravia 9 e 7 puntano tutto sul pannello RGB MiniLED, costato 5 anni di ricerca e sviluppo per ottenere la perfezione. Interessanti novità anche in ambito home theater.
di
Gianfranco Giardina
Sony, in quello che forse sarà il suo ultimo evento TV prima che la divisione converga in Bravia Inc, la joint venture con TCL che sarà pienamente operativa dal prossimo aprile, ha presentato i suoi TV di punta 2026. Si tratta delle seconde iterazioni di Bravia 9 e Bravia 7, TV RGB Mini LED identificabili appunto dal suffisso "II". Un momento particolarmente sentito non solo perché la storia dei TV Sony è destinata a percorrere nuove ed inedite strade, ma perché questa presentazione cade a pochi giorni dall'80esimo compleanno della società, fondata proprio il 7 maggio 1946, nell'immediato dopoguerra.Chiariamo subito per gli appassionati del genere che non è previsto, almeno per ora, il rinnovo della gamma OLED: il Bravia 8 II, (peraltro recente) basato su pannello QD-OLED, resterà ancora in gamma.
Quasi per sottolineare l'eredità che Sony porterà in dote alla Bravia Inc, la società non ha mancato di esporre in rapida sequenza le pietre miliari di una storia oramai quasi sessantennale di TV, partita con uno dei primissimi TV a transistor nel 1969 e passata, addirittura nel 2004, per il Qualia 005, il primo TV LCD a retroilluminazione RGB. Certo, non si parlava all'epoca né di local dimming a migliaia di zone e neppure di miniLED, ma l'idea di usare una luce colorata (e controllata) per retroilluminare il pannello per aumentare la gamma di colori riproducibili è un'idea che in casa Sony viene da lontano. E che adesso, con l'industria dei pannelli finalmente pronta, culmina nella realizzazione di questi TV che hanno il loro punto di forza proprio nella retroilluminazione RGB in unione con la pluriennale competenza degli ingegneri Sony nel pilotaggio della matrice di LED a massimizzazione del contrasto e minimizzazione del blooming.











