Le ondate di caldo che investono l'Europa, come quella ora in corso, stanno diventando sempre più precoci, anticipando alla fine della primavera l’arrivo delle temperature tipicamente estive. Il primo episodio della storia recente risale al 2003, anno simbolo delle estati estreme, quando le temperature insolitamente alte di maggio fecero da apripista ai record toccati successivamente: già alla metà del mese vennero raggiunte punte di oltre 30 gradi e l'ondata raggiunse poi l'apice nella prima metà di agosto, con numerosi record di temperatura battuti in diverse città europee. In Italia le temperature massime rimasero per settimane intorno ai 40 gradi.

Da allora l'Europa ha affrontato altri 7-8 episodi di estate anticipata, come quelli del 2007 e del 2022, tra i più intensi. L'esempio più recente risale al 2025, quando un fine maggio rovente aveva colpito, anche in quel caso, l'Europa occidentale: la Spagna soprattutto, dove le temperature hanno superato di circa 10 gradi la media stagionale.

Sebbene si manifestino in tarda primavera, queste ondate di calore sono il frutto dello stesso meccanismo osservato nel periodo estivo: un sistema stazionario di alta pressione che blocca le perturbazioni e intrappola il caldo. «Lo schema è quello tipico delle ondate di calore che avvengono in estate», dice all'ANSA Lorenzo Giovannini, fisico dell'atmosfera dell'Università di Trento. «Per la fine di maggio è senz'altro inusuale, ma ogni tanto accade. La massa di aria calda è arrivata dal Nord Africa, in particolare dal Marocco, ed è per questo che le regioni più colpite sono state quelle dell'Europa occidentale, come Spagna, Portogallo, Francia e Regno Unito. L'Italia è stata colpita solo 'di striscio' - osserva Giovannini - soprattutto al Nord».