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La polizia di Parigi sta esaminando più di 100 denunce di maltrattamenti, molestie, violenza fisica e sessuale su bambini con un’età tra i 3 e gli 11 anni di cui sono accusati i “sorveglianti scolastici” e “animatori”, figure che non hanno un corrispettivo in Italia ma che in Francia si occupano degli alunni durante il pranzo, la ricreazione, il riposo pomeridiano e il doposcuola. Se ne è iniziato a parlare per via di una serie di inchieste giornalistiche e delle elezioni comunali di Parigi, che si sono svolte a marzo, ma negli ultimi mesi ci sono state denunce simili anche in molte altre città francesi.
A differenza degli insegnanti, spesso i sorveglianti e gli animatori non hanno una formazione o un diploma professionale e sono spesso assunti con contratti a tempo determinato o a ore (anche per un giorno solo), con retribuzioni basse. Per legge una o un sorvegliante non dovrebbe mai rimanere solo con i bambini, ma nella pratica questa regola non viene sempre rispettata.
Da tempo associazioni di genitori come #MeTooEcole e SOS Périscolaire sostengono che questo sistema sia parte del motivo per cui vengono assunte persone che non hanno le competenze o che non dovrebbero stare a contatto con i bambini. Negli ultimi anni hanno raccolto centinaia di segnalazioni di minacce, umiliazioni e violenze fisiche: per esempio bambini privati del cibo o costretti a mangiare fino al vomito, di molestie e di violenze sessuali.












