Tra auto da record, prototipi estremi e un aereo leggendario tornato nei cieli dopo quasi novant’anni, Renault ha scelto l’evento “Le Temps des Hélices” per raccontare uno dei capitoli più affascinanti della propria storia industriale: quello che lega il marchio francese al mondo dell’aviazione. Il 23 e 24 maggio, nello storico aerodromo di Aérodrome de Cerny - La Ferté-Alais, la Casa della Losanga ha partecipato all’appuntamento annuale dedicato al patrimonio aeronautico francese portando in scena un patrimonio tecnico e culturale costruito tra cielo e strada. Protagonista assoluto è stato il ritorno in volo del Renault Caudron Rafale C.460, iconico velivolo da competizione degli anni Trenta restaurato dopo mesi di lavoro e presentato per la prima volta al pubblico in configurazione operativa. Quando Renault guardava al cielo Il rapporto tra Renault e l’aviazione nasce all’inizio del Novecento, quando il costruttore francese diventa uno dei primi marchi automobilistici a progettare motori leggeri per uso aeronautico. Una connessione destinata a rafforzarsi nel 1933 con l’acquisizione di Caudron e la nascita della società Caudron-Renault. In quegli anni emerge anche la figura di Marcel Riffard, progettista capace di trasferire le conoscenze dell’aeronautica al mondo dell’automobile e autore del Caudron-Renault Rafale, velivolo che avrebbe ispirato diversi modelli da record della Marca. Il Rafale C.460 rappresenta ancora oggi uno dei simboli dell’eccellenza ingegneristica francese: un aereo progettato per la velocità, l’efficienza aerodinamica e le prestazioni estreme, elementi che Renault avrebbe successivamente trasferito anche alle proprie vetture sperimentali. Dalle piste di volo ai record su strada Accanto all’aereo storico, Renault ha esposto alcuni dei modelli più iconici della sua tradizione tecnica, vetture nate come veri laboratori sperimentali e accomunate dall’influenza dell’aerodinamica aeronautica. Tra queste la Renault 40 CV des records, sviluppata negli anni Venti per le prove di velocità e durata sull’anello di Montlhéry. La monoposto puntava su alleggerimento, affidabilità meccanica e ottimizzazione termica, anticipando un approccio scientifico alle prestazioni. Presente anche la Renault Nervasport des records, caratterizzata da una carrozzeria affusolata firmata da Marcel Riffard e ispirata direttamente agli aerei da competizione Caudron-Renault. Il modello rappresentava un banco prova per lo studio della penetrazione aerodinamica e della stabilità alle alte velocità. Più radicale ancora la Tank Riffard, concepita come una vera “ala mobile”, con abitacolo sfalsato, telaio tubolare e una carrozzeria modellata per gestire i flussi d’aria nel modo più efficiente possibile. A completare il racconto storico c’era la celebre Renault Étoile Filante, prototipo spinto da una turbina aeronautica capace di superare i 300 km/h e diventato una delle più audaci sperimentazioni tecnologiche della Renault del dopoguerra. Durante l’evento, Renault ha esposto anche tre esemplari della moderna Renault Rafale nei colori blu, bianco e rosso. Il nome scelto per il modello di serie richiama direttamente il Caudron-Renault Rafale degli anni Trenta e vuole sottolineare la continuità tra il patrimonio aeronautico della Marca e la sua visione contemporanea della mobilità. Con la Rafale attuale, Renault porta avanti quella stessa cultura dell’innovazione tecnica attraverso le motorizzazioni ibride E-Tech, il lavoro sull’efficienza aerodinamica e il posizionamento alto di gamma del modello.
Renault celebra il legame con l’aviazione: il Caudron Rafale torna a volare a La Ferté-Alais
La Casa della Losanga ha scelto l’evento “Le Temps des Hélices” per raccontare uno dei capitoli più affascinanti della propria storia industrial









