L’ombra del “Grande Fratello” tra i corridoi del tribunale di Napoli, dopo giorni di polemiche e attese arriva la decisione della Corte di assise. La terza sezione presieduta dal giudice Giovanna Napoletano, al termine di una camera di consiglio durata oltre due ore, ha posto il “veto” sulle intercettazioni della discordia. La Corte ha stabilito che non sarà acquisita l’informativa nella parte relativa alle foto e ai dialoghi captati all’esterno dell’aula 114 del Nuovo Palazzo di Giustizia, ritenendole «irrilevanti». Saranno invece acquisiti i verbali di Sit resi ai carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna dai tre testimoni chiamati a deporre e che, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero stati avvicinati e minacciati affinché ritrattassero la versione dei fatti fornita durante le indagini preliminari.
L’udienza di questa mattina è stata però segnata anche, forse soprattutto, dalla partecipatissima manifestazione di solidarietà che quasi cento avvocati hanno rivolto ai due colleghi, il decano Raffaele Esposito e Salvatore Pettirossi, i cui nomi, pur non essendo indagati, hanno fatto capolino nell’indagine-bis chiamata ad accertare l’inquinamento del quadro probatorio, condizionando i testi della pubblica accusa. Il caso, come riportato da “Il Mattino”, nei giorni scorsi era scoppiato nel pieno dell’iter dibattimentale chiamato a fare luce sull’omicidio di Luigi Mocerino. Un delitto per il quale è oggi imputato Salvatore Puzio, presunto esponente di spicco del clan “Gelsomino” di Afragola. La protesta dell’avvocatura era scaturita, in particolare, dalle modalità con cui era stato condotto il secondo filone investigativo e da alcune annotazioni a commento riportatenell’informativa depositata nelle scorse settimane dalla Dda. Gli atti saranno adesso trasmessi al pubblico ministero. La decisione assunta oggi dalla Corte di assise di Napoli pone fine per il momento a un vespaio di polemiche.








