L’abitazione è da edificarsi nel terreno di proprietà della coppia ed è composta in larga parte da architetture prefabbricate con tecnologie green. Intanto la coppia Trevallion-Birmingham rimane nella casa messa a disposizione dal Comune.

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion

Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Una nuova casa, tutta green come da sempre desiderano ma anche rispettosa delle normative italiane in materia di edilizia in cui ritornare a vivere finalmente tutti insieme coi figlioletti dopo l’allontanamento deciso dal tribunale dell’Aquila. A questo puntano Catherine Birmingham e il marito Nathan Trevallion, i due genitori della cosiddetta famiglia nel bosco che hanno deciso di presentare formalmente un permesso di costruire proprio sul quel terreno di Palmoli in cui avevano allestito la loro precedente abitazione considerata però da periti e tribunali non adeguata a ospitare minori perché priva delle condizioni igieniche minime.

Ad annunciarlo è stato il nuovo legale della coppia, l'avvocato Simone Pillon, spiegando che era stato dato già incarico a un architetto che ha preparato tutta la documentazione necessaria. Il luogo individuato è proprio quel bosco in cui la famiglia viveva, un terreno di proprietà, prima che il caso balzasse agli onori della cronaca. L’istanza di permesso di costruire è stata presentata al comune di Palmoli lunedì scorso e ora bisognerà attendere il via libera dell’ufficio tecnico dopo le valutazioni del caso. Non si tratterà però di un classico edificio in muratura bensì di una struttura composta in larga parte da architetture prefabbricate. L’elemento fondamentale però è che sarà una casa caratterizzatala da elementi spiccatamente green e attenti alla natura ma allo stesso tempo rispettosa delle normative.