PALMOLI Una casa in legno, autosufficiente, costruita con materiali naturali e progettata per ridurre al minimo i consumi. È stato completato l’iter autorizzativo per la nuova abitazione della “famiglia del bosco”. Sarà pronta in sei mesi. Nel progetto c’è anche un’immagine che racconta la vita che verrà con la famiglia riunita, con i bambini che giocano all’esterno, uno dei figli che si dondola su un’altalena appesa a un albero, il cavallo Lee e l’asinello Gallipoli.

Il progetto È firmato dall’architetta Maria Mascarucci, di Chieti che lo ha depositato al Comune di Palmoli. «Il risultato atteso è una piccola eccellenza di bioarchitettura: un intervento capace di coniugare normativa, sostenibilità, riduzione dei consumi e tutela del paesaggio, trasformando un’abitazione rurale in un esempio concreto di abitare responsabile e tecnicamente fondato» spiega Mascarucci.L'architetta Maria Mascarucci L’intervento prevede la realizzazione di un fabbricato indipendente rispetto a quello esistente, con una superficie compresa tra i 60 e i 70 metri quadrati. Due camere da letto, un bagno, soggiorno e cucina. Il soggiorno sarà caratterizzato da ampie vetrate, che favoriranno l’apporto termico invernale grazie all’irraggiamento solare, mentre l’angolazione e le schermature naturali limiteranno il surriscaldamento estivo, migliorando il comfort climatico in modo naturale. Il bagno sarà realizzato con sistema tradizionale, integrato però da una piccola fitodepurazione, «soluzione naturale che consente il trattamento e la trasformazione delle acque reflue attraverso processi biologici, in piena coerenza con il contesto agricolo» afferma l’architetta.In merito alla compost toilet, Mascarucci chiarisce che si tratta «di una pratica diffusa nei contesti rurali, a impatto quasi nullo e inserita tra le buone pratiche di sinergia agricola, senza che ciò costituisca scelta progettuale adottata nel presente intervento». La struttura sarà realizzata con materiali ecosostenibili. Gli esterni saranno rifiniti in cocciopesto, un composto naturale a base di calce e laterizio macinato, mentre la coibentazione interna sarà affidata a materiali organici come paglia, lana di pecora e fibre vegetali. Tutte soluzioni a basso impatto ambientale e completamente riciclabili.L’acqua arriverà dalla rete comunale. L’energia sarà prodotta dal sole, grazie a un impianto fotovoltaico. Il riscaldamento, semplicemente, non servirà. È concepito per trattenere il calore e ridurre al minimo le dispersioni. «Sarà una casa passiva, pensata per non aver bisogno di impianti di riscaldamento» precisa Mascarucci. «Si è deciso di fare una nuova perché lavorare in un edificio così antico rappresentava imprevisti a livello di costi e di tempi. Abbiamo scelto la sicurezza e la rapidità». Accanto alla nuova costruzione, il rudere già presente sul terreno verrà mantenuto originale e sarà destinato ad attività agricola.Il progetto ha subito ritardi anche per una questione apparentemente tecnica. Bisognava raggiungere l’unità minima aziendale, due ettari e mezzo, come previsto dalla normativa regionale. Terreni difficili da reperire, proprietà frammentate, intestate a persone lontane da Palmoli. Una trattativa lunga, risolta anche grazie al supporto del Comune. La coppia anglo-australiana ha dovuto acquistare appezzamenti aggiuntivi, inizialmente difficili da reperire perché appartenenti a proprietari non residenti. L’operazione si è conclusa con una spesa di circa 2.000 euro, a fronte dei 20.000 inizialmente richiesti.